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Concerto Verdi2000 - Requiem - Quartetto d'archi

MessaggioInviato: 05/12/2013, 16:23
da Tuttiallopera

Giovedì 5 Dicembre - 10

anche alle dopo 17.30 e dopo le 23.30
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Concerto Inaugurale dell'anno verdiano 2001


SACRO E PROFANO NEL PRIMO E NELL’ULTIMO VERDI



nel video si vedono la locandina e le foto della serata



Dal Teatro alla Scala di Milano
Direttore RICCARDO MUTI
Orchestra e coro del Teatro alla Scala
Tenore VITTORIO GRIGOLO
Soprano VIOLETA URMANA
Tenore RAMON VARGAS
Soprano BARBARA FRITTOLI
Basso MICHELE PERTUSI
Soprano BARBARA LAVARIN
Soprano EMILIA BERTONCELLO

In note : Qui
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Quasi inedito, o comunque poco conosciuto, il programma eseguito dal Maestro. E il pubblico ha cantato con il coro e l'orchestra l'Inno di Mameli. Un trionfo

Milano - La presenza del presidente Ciampi, del ministro Melandri e di tutto l'establishment politico milanese, la platea e il loggione pieni in ogni ordine di posto, il lancio di volantini tricolori inneggianti a Verdi, l'esecuzione dell'Inno di Mameli in apertura e, ancora, in chiusura di serata, con il pubblico invitato a unirsi al canto del coro e dell'orchestra: questo è il festante contesto in cui ha avuto luogo alla Scala il Concerto inaugurale dell'Anno verdiano e della mostra dedicata a Giuseppe Verdi a Palazzo Reale. Una serata di quelle che si ricordano come «speciali», in cui si è respirato quel clima da grande occasione che nemmeno alla Scala si stabilisce di frequente.
Ma l'eccezionalità dell'occasione e il palpabile entusiasmo popolare per la manifestazione non devono far passare in secondo piano l'eccezionalità dei contenuti artistici della serata. Insieme con un manipolo di ottimi cantanti - tra i quali Violeta Urmana, Barbara Frittoli, Ramon Vargas, Michele Pertusi -, le maestranze scaligere, guidate da un Riccardo Muti nella miglior forma, nell'occasione anche accompagnatore al pianoforte per un paio di pezzi cameristici, hanno infatti esibito un repertorio di rarissima esecuzione, comprendente pagine celebri come gli straordinari Tre pezzi sacri e pagine pressoché inedite, come il Liber scriptus (1874), la versione originaria (scabra, rude, aspra, bellissima) del Libera me (1869) e una Sinfonia operistica risalente ai primi soggiorni milanesi del compositore bussetano.
L'ordine rigorosamente cronologico dell'impaginazione ha messo in giusta luce, inoltre, quale incredibile grado d'evoluzione stilistica caratterizzi la scrittura verdiana, dai rozzi stilemi ritmici delle opere giovanili all'accesa, espressionistica vitalità interiore delle ultime composizioni, di cui Muti ha colto e sottolineato il tratto profondamente europeo, ossia influenzato dalla coeva produzione tedesca e a sua volta capace d'influenzare, checché si dica, certi elementi cari al tardo romanticismo mahleriano e bruckneriano. E quale profondità ha delineato l'esecuzione di Muti nel tratteggiare la religiosità, nella sua qualità profondamente umana e profondamente laica, delle ultime mirabili pagine sacre! Se si considera quanto sia labile il confine tra la massima espressività e la pomposa retorica si ha misura dell'eccezionalità dell'esecuzione. Qui davvero il teatro è stato attraversato da un momento di sublime incanto, di quelli rari a viversi e a condividersi. Giusta, dunque, la decisione del maestro napoletano di non spezzarlo, concedendo un bis, ma di lasciar spazio a un poco di retorica patriottica invitando il pubblico a cantare, unito, l'inno nazionale. Inutile dirlo, è stato un trionfo.
Note in calce o aggiunte


Giovedì 5 Dicembre - 10

anche alle dopo 17.30 e dopo le 23.30

MESSA DA REQUIEM PER SOLI, CORO E ORCHESTRA



Dall’Auditorium “Giovanni Agnelli” di Torino
Musica di GIUSEPPE VERDI

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Direttore CARLO MARIA GIULINI
Soprano MARIA DRAGONI
Mezzosoprano KATIA LYTTING
Tenore STUART NEILL
Basso PETER MIKULAS
Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Italiana
Coro dell’orchestra di Parigi
1998
Intervista al direttore Giulini
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[Esplora il significato del termine: ’ INTERVISTA Parla il maestro che oggi dirige a Torino (diretta Radiorai) Giulini: con il mio Requiem prego per tutta l’ umanita’ ----------------------------------------------------------------- L’INTERVISTA Parla il maestro che oggi dirige a Torino (diretta Radiorai) dal nostro inviato LAURA DUBINI Giulini: con il mio Requiem prego per tutta l’umanita’ LTORINO a biglietteria dell’Auditorium del Lingotto e’ invano subissata di richieste di un posto, qualsiasi, pur di non perdere il grande avvenimento: Carlo Maria Giulini sul podio dell’Orchestra Nazionale della Rai con la ] ' INTERVISTA Parla il maestro che oggi dirige a Torino (diretta Radiorai)
Giulini: con il mio Requiem prego per tutta l' umanita'

----------------------------------------------------------------- L'INTERVISTA Parla il maestro che oggi dirige a Torino (diretta Radiorai) dal nostro inviato LAURA DUBINI Giulini: con il mio Requiem prego per tutta l'umanita' LTORINO a biglietteria dell'Auditorium del Lingotto e' invano subissata di richieste di un posto, qualsiasi, pur di non perdere il grande avvenimento: Carlo Maria Giulini sul podio dell'Orchestra Nazionale della Rai con la "Messa di Requiem" di Verdi, coro dell'"Orchestre de Paris", solisti Julia Varady, Katia Lytting, Stuart Neill, Peter Mikulas. Ma e' gia' esaurito da giorni, sia per stasera, sia per le repliche di venerdi' e sabato. Resta la consolazione di seguirlo alle 20.30 in diretta su Radiotre e - in data da definire - in differita su Raitre. Giulini, a poche ore dalla prova generale aperta del concerto, nella sua stanza d'albergo appare lontano, completamente distaccato dal clamore e dall'attesa nata intorno alla sua esibizione. Il signore della bacchetta, estraneo al businness e allo star - system, l'eremita che non segue la politica, non legge i giornali e non guarda la tv ("solo il calcio, tifo per la Juve ma non ho visto la partita con l'Inter per non soffrire"), alla soglia degli 84 anni si schermisce nell'apprendere che sara' ripreso, come tante altre volte, dalle telecamere. "L'importante e' che non me ne accorga. E, poi, non mi piace vedermi. Non so i gesti che faccio sul podio. Magari, viene fuori quell'orribile commento: interessante. Sono solo un musicista che fa musica con altri musicisti". E cosi' sara' anche stasera con l'Orchestra Rai, nelle cui file ci sono giovani che non hanno mai avuto l'emozione di suonare con lui. "Mi sono trovato benissimo con tutti, sia musicalmente sia umanamente. Cosa dire ai giovani? Di suonare con amore. E' un gran dono poter esprimere sentimenti attraverso la musica". Sulla "Messa di Requiem", come per ogni brano musicale da affrontare, "in quel momento e' il piu' emozionante, per cui provo, prima paura e, durante l'esecuzione, possesso", Giulini non vuole esprimere giudizi. "Ah, il mistero della musica: unica arte che sulla carta e' morta, puntini neri che chiamiamo note, ma che bisogna cercare di approfondire con umilta' cosa i geni hanno voluto dire". Maestro, lei e' credente e quest'opera sacra di Verdi le sta particolarmente a cuore. "Verdi nel comporla ha avuto un pensiero per Manzoni. La sento come un omaggio a Dio. Ma anche una preghiera per tutta l'umanita". Umanita', quella di oggi, che Giulini dice di non conoscere, cosi' ovattato nel suo mondo di suoni, protetto dall'abbraccio dei familiari: tre figli, sei nipoti, ("non so se vorrei che uno di loro diventasse direttore, l'unico musicista che crea suoni senza contatto fisico. Un mistero"). Giulini ripete spesso di aver avuto la fortuna di lavorare, quando era viola, con grandi direttori, Toscanini, Furtwangler, Guarnieri. Lei e' stato assistente alla Scala di De Sabata, non ha mai pensato ad un direttore - erede? "No. Pero', qui a Torino con me a preparare orchestra, coro e solisti, c'e' Paolo Vaglieri, un buon musicista, grande esperto di voci, cosa rara" risponde citando inaspettatamente un nome. "Non e' mio assistente. Ma lo conosco e l'ho visto dirigere a Milano con la Verdi" rivela. E Luigi Corbani, presidente dell'Orchestra Verdi, ricorda di essere rimasto lusingato della sua presenza. Sul comodino del Maestro, "e' difficile dormire con l'emozione di un concerto", un romanzo di Simenon e "La preghiera del cristiano" di Giuseppe Lazzati, presentazione del cardinal Martini. L'ho conosciuto, una figura bellissima".*
Note in calce o aggiunte
GIUSEPPE VERDI

Quartetto in mi minore

Dalla Villa Reale di Stupinigi

Violini
ALFONSO MOSESTI
PIETRO MORETTI
Viola
GIORGIO ORIGLIA
Violoncello
GIUDITTA LOMBARDI

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