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Nina o la pazza per amore

Trama Breve Compositore

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Playlist Audio e/o Video

 
Commedia in un atto in prosa ed in verso

 musica

Giovanni Paisiello

Libretto

Giuseppe Carpani

 tratta da  Benoît-Joseph Marsollier di Vivetières

Prima Esecuzione 25 Giugno 1789, S. Leucio   vicino Caserta

Personaggi

NINA (soprano)
LINDORO (tenor)
DER GRAF (bass)
SUSANNA (sopran)
GIORGIO (bass)
EIN HIRT (tenor)

CORO

Cacciatori, servitori, passanti
 

Luogo - Italy

Epoca  1700

 

Ouverture

ATTO I

Delizioso giardino, che confina da un lato col parco, e dall'altro con una strada maestra, nella quale si passa per un maestoso cancello. Piccoli risalti nel giardino, su de'quali alcuni verdi sedili ombreggiati da pochi alberi, uno de' quali é prossimo alla strada che conduce alle collinette, dalle quali si va al villaggio, non molto distante dal castello del Conte.
Nina, che dorme, ma non vista. Susanna è in scenacon Giorgio e con alcuni villani e villane; altri di essi van salendo ed altri discendendo dalle vicine collinette



N. 1 - Introduzione
Giorgio-Susanna-Coro

CORO
Dormi, o cara: nel tuo core
veglin solo idee serene;
più non tornin le tue pene,
quando il sonno cesserà.

PRIMO SOLO
Che sventura! che accidente!
In età sia verde, e lieta...

SECONDO SOLO
Così buona, e mansueta...

GIORGIO
Così nobil, così bella.

CORO
Padroncina meschinella, ah!
perduta ha la ragion!

GIORGIO
Sottovoce, allegramente:
guarirà, non disperate.

SUSANNA
V'ingannate, buona gente:
troppo fiera è la cagion.

CORO
Dunque, oh Ciel, non v'è speranza!

GIORGIO
C'è speranza, c'è speranza.

SUSANNA
Più speranza, più speranza.

CORO
Ah caso barbaro! ah padre misero!
chi può resistere a tal dolor?
Chi... Chi...Si scioglie in lagrime:
non regge il cor. Dormi, o cara, ecc.


N. 2 - Coro

CORO
Dormi, o cara: nel tuo core
scendan solo idee serene;
più non tornin le tue pene,
quando il sonno cesserà.

GIORGIO
Ma voi ci prometteste di contarci
la cagione di questa sua malattia.

SUSANNA
Sì, caro Giorgio, ed eccomi
a mantenervi la parola.

GIORGIO
Come balio del Conte vi dirò che io ne sapeva
già qualche cosa. Ma ho proprio voglia di sentir
tutto da voi, e con le minime circostanze.

SUSANNA
Venite qui tutti, e statemi a sentire.
Siede circondata da villani e dalle villane
Vi è noto di qual casato sia il Conte padre della
nostra Nina, e quanta la sua ricchezza? Va bene.
Lindoro educato e cresciuto colla damina,
non potè a meno d'innamorarsene. Il padre,
piacendogli assai il giovinetto, lo lusingò di
dargliela in isposa. Difatti tutto era già
accordato: fissato persino il giorno delle nozze.
Quando un pretendente più ricco, e di nascita
più rinomata si presenta al Conte: gli domanda
la figlia. L'incauto padre si lascia piegare.
La parola vien ritirata. Nina sviene. Lindoro vien
congedato. lo mi voglio interporre: Oibò. Non
sono né manco ascoltata. Immaginatevi...

GIORGIO
II Conte? E mio figlioccio è stato capace
di un tratto simile?

SUSANNA
Immaginatevi la mia situazione. Nina piangeva
tuttodi, e m'era tuttodì d'attorno quell'altro,
perché gli permettessi almeno di dare alla sua
Nina l'ultimo addio. Non potei più a lungo
disputargli questa misera consolazione. Prendo
meco la damina, e calo nel parco. Inoltrati di
poco, scopriamo Lindoro che s'affretta verso di
noi: già ne distinguevamo la voce; quando
odesi a un tratto anche quella del suo rivale.
Subito metton mano alle spade: io mi slancio
ad arrestarli; ma tardi. Lindoro dà un grido, ed
eccolo a terra immerso nel proprio sangue.
Nina a tal vista mi piomba tramortita ai piedi,
ed al primo aprir degli occhi le si fa innanzi
spietatamente il padre, che tenendo per mano
l'uccisor di Lindoro, le intima di riconoscerlo
per suo sposo.

GIORGIO
Oh che colpo! allegramente!

SUSANNA
La disgraziata fanciulla immobile a questa voce,
impallidisce e cade in un ostinato delirio.

GIORGIO
E Lindoro?

SUSANNA
Ella lo crede in viaggio, e sempre in procinto
di arrivare.

GIORGIO
E suo padre?

SUSANNA
Il padre, in preda al dolore ed ai rimorsi mi
scrive non poter più a lungo sopportare
la privazione di vederla, e che oggi sarà qui.
Povero padre!

GIORGIO
Povera figliuola!

UNA VILLANELLA
è così buona! è così generosa.

GIORGIO
Anche troppo; anzi noi veniamo per avvertirvi...
Ma ecco Sua Eccellenza, ritiriamoci.

SUSANNA
Fate bene, perchè vorrà probabilmente parlarmi
da solo a sola.
Giorgio parte co'villani e colle villanelle


II Conte e Susanna

CONTE
Cara Susanna, la mia inquietitudine
mi trasporta in cerca di te. Io non ho pace.
Dov'è ora?

SUSANNA
In quel boschetto.

CONTE
Oh Dio! e s'ella mi scorge?

SUSANNA
Non temete. Il sonno l'ha vinta, e riposa
tranquillamente; anzi me le voglio
accostare, per esser pronta, quando si svegli.

CONTE
Sì: eh? vieni subito ad avvertirmi.
Susanna parte

N. 3 - Aria
Conte

CONTE
è sì fiero il mio tormento,
è si grave il mal ch'io provo,
che m'aggiro incerto, e movo,
nè so dove, ne perchè.

No, che padre più non sono:
gemo invan: non ho più figlia.
Chi mi regge, e mi consiglia?
Son del cielo in abbandono:
son io stesso in odio a me.
Giorgio entra

CONTE
Ah! sei tu mio Giorgio?

GIORGIO
Eccellenza sì, son io. Veniamo tutti per... ma
non vorressimo...
Oh! Eccellenza, mercè la vostra generosità,
e quella della nostra cara padroncina,
non manchiamo di nulla. Essa è così cordiale.
Sappiate, Eccellenza, che ci regala
continuamente: la governante le ne dà fin che
ne vuole, e ci ha ordinato di non contrariarla;
sicchè noi prendiamo sempre, allegramente.
Ma per dirvela, Eccellenza, qualche scrupolo...

CONTE
Di che? di ricevere da Nina? da mia figlia?
No, no: accettate sempre, accettate tutto; il
Cielo esaudisce i voti dell'onesta povertà.
Pregatelo per lei.

GIORGIO
Non facciamo altro tutto il giorno.
Un'occhiata a lei, e l'altra al Cielo.

CONTE
Quanto ti son tenuto. Ma dimmi,
intanto che Susanna è lontana,
come va la salute di mia figlia?


N. 4 - Aria
Giorgio

GIORGIO
Del suo mal non v'affliggete:
lieta, e sana tornerà.
Me lo dice il cor, credete,
sì bel fior non perirà.

Se vedeste, mio signore,
quando par che meglio stia,
come tutta in allegria
la contrada se ne va.
Ognun salta, ognun s'accende,
chi dà baci, e chi li rende...

oh che festa! oh che piacere!
più bel giorno non si dà.

Ma, ma se torna l'adorata
padroncina in viso mesta,
torna mesta, e sconsolata
tutta la comunità.
Ma che dico?
Allegramente, non temete guarirà.

CONTE
Che fa Nina tutto il giorno? Raccontami la sua
vita. Passeggia molto?

GIORGIO
Oh! tutta la giornata.

CONTE
E sola?

GIORGIO
Quasi sempre.

CONTE
In aria trista, è vero? passo melanconico?...

GIORGIO
Sì, allegramente! Se vedeste! occhi che fanno
pietà; ma se incontra essa per avventura qual-
che poverello.., qualche vecchio.., subito la
sua fisonomia... si rallegra; piglia un'aria
di contentezza...

CONTE
E di suo padre parla qualche volta?

GIORGIO
Un giorno ci vollimo provare, le si gonfiarono
glo occhi, impallidì...

CONTE
Mia figlia non mi ama più.

GIORGIO
Allegramente, vi amerà.

CONTE
Non lo spero. Mi soffrisse almen vicino.

GIORGIO
Vi soffrirà, v'amerà, guarirà anche.
Sperate, Eccellenza.
Susanna frettolosamente, e detti

SUSANNA
Eccellenza, viene a questa volta. Par che cerchi
solitudine: per non inquietarla, nascondiamoci.

CONTE
M'arrendo a tutto, purchè non mi sia tolto
il vederla, quando la sentirò parlare.


Recitativo strumentato

Nina semplicemente vestita, con capelli sciolti, e un mazzetto di fiori in mano. Il suo passo è ineguale, e sospirando, senza far motto, va poi a sedere sul poggetto, rivolta al cancello, che risponde alla strada

NINA
Questa è l'ora che deve arrivar... sì, verrà...
oggi... stasera... egli me l'ha promesso...
E dove più felice esser potria la dolce vita mia,
che con quella ch'egli ama, e da cui tanto tanto
è riamato?...

Questi fiori per lui...
Questo core per lui...
Ma... Egli ancor non viene?
Oh come lente scorrono l'ore! o quale funesto e
tetro orrore ingombra la natura! lo non esisto
più... no, più non vivo ne viverò finch'egli meco
non sia.
Ma... egli ancor non viene... Forse qualcuno
a forza lo trattiene. Chi? non so... essi? gl'inu-
mani... oh come sto male! qui... dappertutto...
Ma se Lindoro viene, allora tutto è goia, tutto è bene.


N. 5 - Aria
Nina

NINA
Il mio ben quando verrà,
a veder la mesta amica,
di bei fior s'ammanterà
la spiaggia aprica.

Ma noi vedo...
ma sospiro...
e il mio ben,
ahimè, non vien!

Mentre all'aure spiegherà
la sua fiamma, i suoi lamenti,
mille, o augei, v'insegnerà
più dolci accenti.

Ma non l'odo!
E chi l'udi?
Ah! il mio bene
ammutolì.

Tu, cui stanca o mai già fe'
il mio pianto. Eco pietosa,
ei ritorna, e dolce a te
chiede la sposa!

Plan... mi chiama...
piano... ahimè!
No... non mi chiama:
oh Dio! non c'è.
Susanna, e detta

NINA
Oh sei qui, mia cara!... Non mi ricordo mai
quell'altro tuo nome.

SUSANNA
Susanna.

NINA
Oh... No: mi piace più il primo.

SUSANNA
E a me...

NINA
E così, mia cara...
Vedendo passare altro villano, corre al cancello
Egli non viene!

SUSANNA
Avrà incontrato qualche grande ostacolo.

NINA
Oh... Ma se sapessi dove andare,
per trovarlo... Lo credi molto lontano?

SUSANNA
Oh! assai, assai.

NINA
Anche a te ne dispiace?

SUSANNA
Infinitamente...
Calano dalla collina diverse villanelle
Le vostre villanelle sono là.

NINA
Oh cara! Perché non me l'hai detto subito?
Che vengano, che vengano.

Le villane accorrono, e Susanna reca un paniere con frutta, ed altri piccoli doni, che vengono distribuiti da Nina alle suddette villanelle


N. 6 - Coro
Susanna-Coro

SUSANNA
Se il cor, gli affetti suoi
con voi divide ognor,
sia Nina il solo oggetto
del vostro affetto ancor.

CORO
Ah dove mai s'intese?
Ah dove mai si vide
anima più cortese?
più generoso cor?

SUSANNA
Se il cor, gli affetti suoi
con voi divide ognor:
sia Nina il solo oggetto
del vostro affetto ancor.

CORO
Ah dove mai si vide
più generoso cor?
a Nina
Sui labri tuoi la rosa
pompeggi ognor vezzosa.
Nelle tue luci belle
splendin'ognor due stelle.
Nel volto tuo gentile
sempre fiorisca aprile!
E all'amor tuo costante
renda l'amante amor.

SUSANNA
E si trasformi in gioia
la noia ed il dolor.

CORO
Ah dove mai s'intese?
Ah dove mai si vide
anima più cortese?
più generoso cor?

NINA
Brave... Non mi abbandonate mai, mai:
non ve ne stancate.

VILLANELLA
Sì, signora.

NINA
Scommetto che non avete ritenuto
il suo nome.

VILLANELLA
Lindoro.
Il mio bene.

NINA
Il mio bene. Sì, sì: tu lo sai,
Come va... Prendi, carina.
Le dà un anello

VILLANELLA
Un diamante?

NINA
Sì, non ho altro.

VILLANELLA
Hai questo anellino.

NINA
Anzi... Ah! mi dimenticava. Non te lo posso
lasciare. Non sai chi me l'ha dato. Se non me lo
vedesse in dito, cosa direbbe al suo ritorno?
Si ripiglia l'anello
Ho fatta una bella canzone: sentite... Ah! non
me la ricordo più... Non importa. Ho sempre
qualche cosa da dirgli, che non dimenticherò
mai... Ora sì... Ma voi altre mi avevate pro-
messo di dirgli... Che gli direte voi?

SUSANNA
Gli canteranno quella canzone, che loro insegnaste ieri.

NINA
lo le insegnai!... Come tutto m'esce di mente!
Cantatemela su un'altra volta, di grazia, una
sola. Starò tanto attenta, che non me la dimen-
ticherò mai più.


N. 7 - Canzone
Coro-Nina

CORO
Lontana da te, Lindoro suo ben
Nina languia d'amore.

NINA
No, no: con più d'espressione.
Sentite come dico io.

Lontana da te, Lindoro suo ben
Nina languia d'amore.

CORO
Ma adesso, che al sen
stringendo ti vien,
di gioia muore.

NINA
No! neppur va bene.
Ma adesso, che al sen
stringendo ti vien,
di gioia muore.

CORO
Lontana da te, ecc.

Nina, riscaldandosele la mente, segue da se sola,dando in un delirio

NINA
Sì, con te sol
non ha più duo!:
si, Nina è felice appien.
Ma crudo mal ratto l'assai,
se te non ha, suo ben.

Ma lo vedo, lo vedo.
Oh me beata! M'ami ancor?
Sì, t'adoro... Oh gioia...
oh istante!
Deh! deh! vieni a questo cuor...
fuggi! perchè?

Nina è qui: ei non c'è!
Chi lo rapì? Meschina me!
Chi lo rapi? Ei non c'è.
Ciel pietoso... ascolta... oh Dio!
Rivederlo.., un giorno.., un'ora...
dirgli: t'amo...
Ognor Lindoro trionfando di tutto qui regnò...
Poi si compia il mio fatto e Nina mora.

Si abbandona sulle braccia delle villanelle.
Il Conte, Giorgio, e detti.Giorgio si ritira tra gli alberi, ed i! Conteresta inqualche distanza da Nina


NINA
Mia cara, andiamo via di qui.

SUSANNA
Oh! perché?

NINA
Un uomo là. Andiamo.

SUSANNA
Gli darete disgusto.

NINA
lo disgusto! Allora restiamo. Non mi piace dar
disgusto ad alcuno... Ma chi sarà mai?

SUSANNA
Un viaggiatore.

NINA
Un viaggiatore!

SUSANNA
Viene per chiederci alloggio.., ospitalità...

NINA
Oh vedi, s'allontana... Che s'adombrasse di
me? Ah, Signore, Signore, avvicinatevi:
non vi mettete in apprensione. Resterete con
noi, non è così?

CONTE
Ben volentieri, se non v'è grave la mia
presenza.

NINA
a Susanna
Ha parlato! l'hai inteso?
Mi palpita il cuore di contentezza.
Signore, scusatemi. Ora mi sono riavuta; ma
dovete sapere che in vedervi m'avea investita
un certo orror panico, che...
Ma voi sospirate! Ditemi: anche voi avreste de'
dispiaceri?

CONTE
Oh! E de' ben grandi.

NINA
Bene, state con me. Piangeremo assieme.
Ma a che veniste fin qui? Aspettereste mai
qualcuno?

CONTE
Vengo per trovare mia figlia.

NINA
Voi avete una figlia? E le volete bene, non è
vero? E procurate di renderla felice?

CONTE
Questo è l'unico oggetto de' miei desideri.

NINA
Ah siate benedetto! Il Cielo vi protegga:
vi consoli. Sì: rendetela ben felice,
non l'affliggete mai, e sopratutto s'ella fosse
presa d'amore, guardatevi bene da! contrastarle
la scelta del suo cuore. Ciò fa un male...

CONTE
Lo so... lo so...

NINA
Ah! no, no: voi non potete saperlo.
Susanna spedisce intanto alcune villanelle,le quali vanno per le collinette, e dopo qualchetempo ritornano, e parlano segretamente alla Susanna

CONTE
Ma non avete vostro padre? Il padre...

NINA
Mio padre! lo un padre!... No, no: non l'ebbi
mai. Ahimè, che vi dissi mai!... Su via, ch'io
non vi veda più con quest'aria trista. Allegri
quegli occhi; animo, caro forestiere, rallegra-
tevi, sorridete.
Nina cade in una profonda astrazione

CONTE
Mia cara...

SUSANNA
Eccellenza, adesso non vi sente più: è finita.

Immersa ne' suoi pensieri, Nina resta per qualche tempo estatica, e va a mettersi sul solito sedile, guardando verso il cancello
Ma ho mandato le mie villanelle a cercare
certo pastore, che suona alcune arie per ciò
prodigiose.

NINA
Ah! mia cara: il pastore che suona.
Si sente suonare una zampogna, ed il pastore comparisce seguito da villani, e villanelle, che perle strade delle collinette si ritirano al villaggio loro

N. 8 A - Canzone del Pastore

PASTORE
Già il so! si cala
dietro alla montagna,
e il prato al suo partir
si fa men bello.
Colla zampogna sua
per la campagna
gli armenti suoi
raccoglie il pastorello:
seco la villanella
si accompagna
col già pasciuto
suo bianco torello;
e per la via de'loro amanti cori
spiegan col canto
gl'innocenti ardori.

NINA
Ma questo pastore non ha la voce simile a
quella di Lindoro?

SUSANNA
Sì, è vero.

NINA
Taci, ascoltiamo.

PASTORE
Al nascer poi
della novella aurora
nel primo aspetto suo
ritorna il prato:
sussurra l'aura
tra le fronde allora,
mormora il ruscelletto
allor più grato.
Canta la villanella
seco allora,
ripiglia il pastorello
il canto usato,
gareggiano in amore,
e fanno intanto
un sol concerto
il rio, l'auretta e il canto.

SUSANNA
Perché ora non ci canti una canzone tu?


Recitativo ed Aria
(W. A. Mozart: Konzertarie «Ah, lo previdi» KV 272)

NINA
Ah, lo previdi.
Povero prence,
con quel ferro istesso,
che me salvò,
ti lacerasti il petto.
Ma tu sì fiero scempio
perchè non impedir?
Come, o crudele,
d'un misero
a pietà non ti movesti?
Qual tigre ti nodrì?
Dove nascesti?
Ah! t'invola agli occhi miei!

Ah! t'invola agl'occhi miei,
alma vile, ingrato cor!
La cagione, oh Dio, tu sei
del mio barbaro dolor.
Va, crudele! Va, spietato!
Va, tra le fiere ad abitar.
Ah, t'invola, ecc.

Misera! invan m'adiro,
e nel suo sangue intanto nuota
già l'idol mio.
Con quell'acciaro, oh Perseo,
che facesti?
Mi salvasti poc'anzi,
or m'uccidesti!
Col sangue, ahi, la bell'alma, ecco, già usci
dallo squarciato seno.
Me infelice!
Si oscura il giorno
agli occhi miei,
e nel barbaro affanno
il cor vien meno.
Ah, non partir, ombra diletta,
io voglio unirmi a te.
Sul grado estremo,
intanto che m'uccide il dolor,
intanto fermati,
fermati alquanto!

Deh, non varcar quell'onda,
anima del cor mio.
Di Lete all'altra sponda,
ombra, compagna anch'io,
voglio venir con te.
Deh, non varcar, ecc.

SUSANNA
Vogliamo accompagnarlo fino al villaggio?
Nel ritorno poi condurremo con noi le villanelle
ed i villani, a' quali avete destinati i regali.

NINA
Ma c'è poi roba da regalargli?

SUSANNA
Oh no ne manca mai.

NINA
Andiamo dunque...

N. 9 - Quartetto (Finale I)
Nina-Susanna-Conte-Pastore

NINA
Come!... Ohimè!...
partir degg'io
senza il caro mio tesoro?
Partir deggio?...
Come!... Ohimè!...
Come mai senza Lindoro
come mai partir potrò!

SUSANNA ED IL CONTE
sottovoce
(Già nel suo vaneggiamento
l'infelice ritornò!)

NINA
Partir degg'io senza il caro mio tesoro?
con forza
Come!
abbattuta
ohimè!
Come mai! come mai partir potrò!
Si abbandona sul sedile, e resta pensierosa

SUSANNA ED IL CONTE
(L'infelice, già nel suo vaneggiamento
l'infelice ritornò!)

PASTORE
(Le sue pene al core io sento.
Ah! che il caso amaro è tanto,
che frenar sul ciglio il pianto
non mi fido: non si può.)

NINA
Vieni, o caro: io qui ti attendo.
Accennando il mazzetto di fiori che tiene in mano
Questi fiori son pur tuoi:
Nina tua coi pianti suoi
per te sempre l'innaffiò.

SUSANNA ED IL PASTORE
(Ah! dal suo vaneggiamento
non ancora si destò!)

NINA
con trasporto
Vieni, o caro: io qui ti attendo.
crescendo il trasporto
Questi fiori son pur tuoi:
Nina tua coi pianti suoi
per te sempre l'innaffiò.
Vieni, vieni, o caro.

CONTE
(Più non reggo al suo tormento:
più resistere non so.)
con trasporto
Figlia...

SUSANNA
(Zitto.)

CONTE
Oh Dio!

PASTORE
(Tacete.)

SUSANNA
(Se vi sente, la vedrete
negli eccessi del furor.)

PASTORE
(Ah! non sia da voi trafitto
maggiormente quel suo cor.)

CONTE
(Più non reggo al suo tormento,
compatite un padre afflitto:
compatite il mio dolor.)

SUSANNA
Si accosta a Nina e con dolcezza le parla
Non andate, padroncina,
dalle vostre villanelle?
Col pastor su la collina
sono già le poverelle,
e la cara Nina loro
con i doni aspettan là.

NINA
resta un poco pensosa e poi dice risoluta
Dunque andiamo...
Va per avviarsi nuovamente;ma poi di nuovo si arresta
...ma Lindoro?

SUSANNA
Ei più tardi qui sarà.

NINA
E se qui non ci son io?

SUSANNA
Un momento aspetterà.

NINA
Vengo dunque... Fiori, addio...
Posa l mazzetto di fiori sul sedile
Augelletti, che al mio pianto rispondete
ognor dolenti...

CONTE
(Sono spade quegli accenti!)

NINA
Seggio amico, in cui versai
tante lagrime, e sospiri...

PASTORE
(Son saette i suoi deliri!)

NINA
Aure... piante... addio.
Deh voi dite all'idol mio,
a Lindoro, alla mia vita,
che fedele io son partita,
che fedele al mio bel foco
mi vedrà qui ritornar.

SUSANNA
Non temete qui fra poco
voi vedrete il caro bene,
che verrà le vostre pene
anche fido a consolar.

CONTE
Ah che il cor mi sento in petto
da' rimorsi lacerato;
dove un padre sventurato
più di me si può trovar?

PASTORE
Deh soffrite, tollerate,
moderate ii vostro affanno;
le tempeste sempre vanno
colla calma a terminar.

NINA
Quando, o Ciel! potrò sperare
di sentir tranquillo il core?

SUSANNA, IL PASTORE ED IL CONTE
Quando, o Ciel! potrà sperare
di sentir tranquillo il core?

NINA, SUSANNA, IL PASTORE ED IL CONTE
Deh tu scema il mio/suo dolore,
tu conforta il mio/suo penar.
Nina parte per la collina seguita da Susanna e dal Pastore, ed il Conte oppresso dal doloreparta per altra strada.



ATTO II

II Conte e Susanna

CONTE
Non la segui?

SUSANNA
Eccellenza, perdonate:
non bisogna mostrare di troppo osservarla,
se no se ne inquieta.

CONTE
Quante obbligazioni'

SUSANNA
Eh, signore, nessuna.
Non faccio, che appagare me stessa,
secondando il mio cuore.

N. 10 - Aria
Susanna

SUSANNA
Per l'amata padroncina
sempre è poco quel ch'io fo:
è sì cara, è sì buonina,
che spiegarlo, oh Dio, non so.
L'amo tanto, che per lei
la mia vita io spenderei;
ne compenso alcun desio,
perchè servo all'amor mio,
perchè servo alla pietà.
Ah! se mio è il suo dolore,
il mio core... il cielo lo sa.

Per l'amata padroncina
sempre è poco quel ch'io fo:
è sì cara, è sì buonina,
che spiegarlo, oh Dio, non so.
Parte per l'istessa strada che fece Nina


Giorgio, e detto


N. 11 - Cavatina
Giorgio

GIORGIO
Respirando affannosamente per la stanchezza
Ah! EccelI... eccè... eccellenza... cose... cose
belle.., allegra... allegramen... allegramente...
cose grosse... vi dirò...
è... venuto.., non ho Iena!...
è... venuto.., son crepato... Se... se non prendo
un po' di fiato, dir... dirvi il fatto non potrò...
Al Conte, che lo sollecita a parlare
Signor, sì... mi sbri... mi sbrigo adesso...
E così... com'io dicea... venne lui!.., cioè...
cioè esso...
Cheto cheto egli volea...
ma gli furon tutti addosso.,.
Rifiatare appena posso...
Ma... signor, se mi affrettate... più la lin.., la
lingua m'imbrogliate:
nè mai più la finirò.

CONTE
Via dunque,
levami di pena.

GIORGIO
Lindoro... non è morto.

CONTE
Non è morto?

GIORGIO
No, ed è qui...

CONTE
Tu stravedi.

GIORGIO
Come stravedo! Con questi occhi l'ho veduto.
lui, è proprio lui!

CONTE
Ma per qual prodigio! come!... Nel parco?
E perché?

GIORGIO
Cercò di sedurre il giardiniere; non voleva altro,
a sentirlo, che vedere un momento la
padroncina, e dir due parole a Susanna. Mastro
Marco non volle lasciarlo passare; e allora lui
s'arrampicò da disperato su pel muro di cinta;
ma allegramente: siccome lo tenevan d'occhio,
usciron fuori tutti, e gli saltarono addosso per
arrestano. Egli si difendava come un demonio;
quando per somma fortuna ginnsi io,
e lo riconobbi.

CONTE
Che fortuna è mai questa! Il Cielo l'ha salvato,
per condurlo nelle mie mani!
Cara, desiderata preda. Che sia condotto qua,
e sopratutto che nessuno gli dica...

GIORGIO
Eccellenza, nessuno parlerà, ma eccolo.

Lindoro abbattuto, senza cappello e scarmigliato,
condotto da' servitori e dalle guardie di caccia
delConte, e detti


LINDORO
Dove mi conducete? Per carità...
non sapete a qual nemico mi consegnate.

GIORGIO
Allegramente: il signor Conte è un galantuomo.

LINDORO
è un mancatore, un barbaro.

CONTE
No, eccomi per...

LINDORO
...insultare il mio dolore!

CONTE
Per dividerlo teco, amato figlio...

LINDORO
Amato figlio!

CONTE
Figlio, sì. E avresti cuore di ricusare un sì dolce
nome? Vieni, vien fra le mie braccia.


N. 12 - Duetto
Lindoro-Conte

LINDORO
Son io desto, o pur deliro?

CONTE
No, mio figlio, non deliri.

LINDORO
Ah non sai chi mi son io.

CONTE
Sì: lo so, mio figlio sei.
Per dar tregua a'mali miei,
qui ti trasse amico ciel.

LINDORO
(Per dar tregua a'mali suoi,
qui mi trasse amico ciel!)

CONTE
Figlio...

LINDORO
Padre, parla, oh Dio!

CONTE
Deh parlar non poss'io.

LINDORO
Nina?

CONTE
Oh del!

LINDORO
Nina morì?

CONTE
Nina vive.

LINDORO
Vive ancor?

CONTE
Nina vive. Vive ancor.

LINDORO
Ah se è vivo il mio tesoro:
ah se figlio dir mi sento,
son felice, son contento,
è cessato il mio dolor.

CONTE
Questi amplessi, o mio Lindoro, van scemando
il mio dolor;
ma se parlo, di spavento
ti farò gelare il cor.

LINDORO
Come mai! se il mio tesoro...
Forse... oh ciel! cangiò d'affetto?
Deh, parlate...

CONTE
Non cangiò.
Fosti sempre il suo diletto.

LINDORO
M'ama ancor?

CONTE
Come t'amò.

LINDORO
Ah se fida è lei, che adoro:
ah se figlio dirmi sento,
no, la sorte non pavento:
no, sfido altero i! suo rigor.

CONTE
Figlio, ah figlio! trema ancor.

LINDORO
Se fedele è Nina mia,
se a voi caro è i! nostro amor,
morte orror non mi faria:
no, troppo lieto è questo cor.

CONTE
Adunque rivedrai Nina?

LINDORO
Ardo del desiderio di si caro momento.

CONTE
Tremane, tremane anzi. Colpita da un fulmine
così improvviso.., la sua ragione è talmente
offuscata che non conosce più nessuno.

LINDORO
Nemmeno Lindoro?

CONTE
Chi sal Non passa giorno ch'ella non si rechi ad
aspettarti là su quel sedile. Ti suoi preparare un
mazzetto di fiori, e poi te lo lascia là.

LINDORO
Andiamo, voliamo a Nina, caro padre.

CONTE
Amico, convien moderare la tua impazienza. è
bene ch'io parli prima a Susanna, e che me la
intenda con lei. Intanto trattienti qui... Te lo
chiedo per grazia; anzi oso fartene un comando.
Parte per la strada che fece Susanna, seguito da'
suoi servitori e dalle guardie di caccia



Lindoro solo

N. 13 - Cavatina, Recitativo e Aria
Lindoro

LINDORO
Questo è dunque il loco usato,
dove Nina ognor sen viene;
qui dà sfogo alle sue pene,

seco Amor s'asside qui.
Questi augelli, e questo prato,
queste aurette lusinghiere
mi ritornano al pensiere,
quanto fui felice un dì.

Oh caro, o fido seggio! lo pur mi voglio
posar qua su.
Ma quale subita fiamma io provo?

Oh ciel! non reggo! Questo è il trono d'Amor.

Nume, perdona, eccomi a' piedi tuoi.
Pietoso Nume, pon fine a' nostri mali.
Ah tu deh brilla dell'errante fanciulla alla mente
agitata, e tu la calmavi riconduci, Amor.
Se cari ognora ti sono i cuor, che accendi,
saggia, qual era un dì, Nina mi rendi.

Rendila al fido amante,
rendila al genitore;
la tua bell'opra, Amore,
non obliar così.
Rendila al fido amante,
rendila al genitore.
Che da te vien, rammenta,
lo stral che la ferì.
Ch'è un vano don la vita,
a chi ragion smarrì.
Il Conte, che ritorna dall'istessa strada
d'onde partì,accompagnato da' suoi servitori e dalle
guardie dicaccia, e detto



CONTE
Tutto è fissato. Abbiamo concertato che tu nas-
conda questo gilè ch'ella troppo conosce,
e che poi quando crederai... ma Nina viene...
ritiriamoci.
Verrai per questa via, e quando le sarai vicino,
la tua prudenza ti suggerirà come regolarti,
affin di richiamarle la ragione, senza arrischiare
i suoi giorni.
Partono


Nina cala dalle collinette, tenendo per una mano una piccola villanella, e per l'altra un vecchio villano, accompagnata da molti altri villani e villane, tutti recando diversi doni, da lei ricevuti.
Susanna la segue da lontano, e si ferma sulla prossima collinetta.
Dopo il Coro, vien Lindoro dal cancello, e nel tempo istesso il Conte e Giorgio dal bosco, i quali si mettono in disparte ad osservare


N. 14 - Coro
Nina-Coro

CORO
Cantiam, Nina, cantiamo
nostra delizia, e amor.
Un sì bel cor lodiamo,
lodiamo il suo favor.
Leggiadra, come il sole,
benefica del par,
e accarezzar ci suole,
e provvida aiutar.

NINA
Amate sempre, amate,
cari, la vostra Nina,
mai non l'abbandonate:
merita amore Amor.

CORO
Il vostro mal pensiamo,
che presto cesserà.
Noi pure lo speriamo:
che presto finirà.
Su via state
allegramente,
che ben presto tornerà.

NINA
Voglia il ciel; ma non sarà.

CORO
Dentro un giorno, dentro due,
al più quattro, cinque, o sei,
oggi ancor. Chi sa? chi sa?

NINA
Veggo, amici, il vostro affetto,
mi vorreste consolar.

CORO
A' nostri voti piegasi
il cielo alfin, credetelo:
l'amico fido e tenero
quest'oggi tornerà.

NINA
Quest'oggi? Oh ciel! Oh giubilo! Egli?
L'amico? Tornasi? Ah!
Ah! chi potrà comprendere
la mia felicità.
La vostra Nina amate, merita amore Amor.

CORO
Su via state allegramente,
che ben presto tornerà.

NINA
Voglia il ciel; ma non sarà.
In questo punto Lindoro, aperto il cancello, si presenta in faccia a Nina, la quale dà un grido, e dopo di essere stata per poco immobile, corre velocemente verso la collina, ove ritrova Susanna, e la conduce seco nel giardino, perchèvegga Lindoro

NINA
Lo vedi?

SUSANNA
Si: è la persona che voi aspettate.

NINA
è lui? Dì dunque: è lui?

SUSANNA
E proprio lui.

LINDORO
Il tuo amante.

CONTE
Tuo padre.

NINA
Mio padre dic'egli? Mio padre!... Oh Dio!
cosa vuole da me?
alle vilanelle e villani
Per pietà salavtemi,
salvatemi dal suo risentimento!
Tu hai nominato Lindoro? Lo conosci?
L'hai veduto? Calmami per carità, guariscimi,
rassicura le mie idee... La tua figura è così
dolce!... Caro, stammi vicino...
dammi coraggio...
guardando suo padre
lo vedi là? M'impedisce di gurdarti con
libertà. Andiamo: ho tante cose da dirti.

LINDORO
A me?

NINA
Sì. Dimmi, dimmi: che fa egli? Che pensa?
Dove lo lasciasti? Perchè non è venuto?

LINDORO
Ma se egli comparisse a voi d'avanti?

NINA
Tu mi dici sempre voi, voi; io ti dico tu: fa lo
stesso, te ne prego.

LINDORO
Ebbene: s'egli ti comparisse d'avanti,
forse tu non lo riconosceresti?

NINA
Oh meschina me! Converrebbe ben dire allora
che ho perduto l'uso della ragione. Anche
questa terribile disgrazia!

LINDORO
(Oh Dio! che farò ora?) Ma se ti fossero fuggiti
dalla memoria i suoi delineamenti,
il suo cuore almeno...

NINA
E poi, m'ama ancora?

LINDORO
Più che mai adora la sua Nina.

NINA
L'adora più che mai? Qui nessuno ha mai
saputo rispondermi. Erano tutti sordi, tutti
muti. Ma sai poi ciò che passò tra di noi?
Il nostro amore, la nostra felicità,
le nostre disavventure?

LINDORO
Ah sì: tutto, tutto è scolpito qui.

NINA
E me lo racconterai poi tutto l'avvenutoci,
non è vero?

LINDORO
Tu l'amavi molto?

NINA
Costui me lo dimanda! Non lo san tutti?


N. 15 - Duetto
Lindoro- Nina

LINDORO
Oh momento fortunato!
Qual contento, amato bene.

NINA
Ei mi dice amato bene!...
L'idol mio dicea così.

LINDORO
Sempre, sempre, amato bene,
Nina mia, dirò così.
Spesso, io t'amo, ti diceva.

NINA
T'amo, io pur gli rispondeva.

LINDORO
Ti diceva?

NINA
T'amo, t'amo.

LINDORO
Rispondevi?

NINA
T'amo, t'amo.

LINDORO
Gli diresti ancor così?
Deh per esso a me lo di'?

NINA
T'amo.

LINDORO
A me?

NINA
Sì t'amo, sì.

A DUE
Ah! che amabili momenti!
Questi cari e dolci accenti
fida/o ognor ripeterà.

NINA
Vuoi tu darmene parola?

LINDORO
Idol mio, te la darò.

NINA
Al mio fianco ognor sarai?

LINDORO
Da te mai non partirò.

NINA
Ogni sera, ogni mattina,
ogn'istante, ciascun'ora,
poi doman, poi doman l'altro,
poi quell'altro e l'altro ancora?
Dammene parola, sempre meco.

LINDORO
Teco ognor.

NINA
T'amo.

LINDORO
T'amo.

A DUE
Questi cari e dolci accenti
fida/o ognor ripeterò, ecc.
Che gioia è mai questa! Che strano diletto! Mi
balza nel petto per giubilo il cor.

NINA
Tu m'hai promesso di raccontarmi...
Non dimenticar nulla, ve'. Non v'è circostanza,
che non sia interessante a richiamarsi.

LINDORO
No: non ve n'è una sola.

NINA
Incomincia.

LINDORO
Dal primo dì che Lindoro ti vide, ti amò.

NINA
Dal primo dì?

LINDORO
Sì: ma molto passò poi,
prima ch'egli osasse dirtelo.
Soltanto i suoi occhi sapevano farsi capire.

NINA
E i miei?

LINDORO
Parlarono... E Lindoro allora ti dichiarò tutta la
sua fiamma.

NINA
La sua fiamma? Sì, sì: me ne risovvengo.

LINDORO
Ti ragionava spesso della speranza che avea di
diventar tuo sposo.

NINA
Mio sposo!

LINDORO
Egli veniva spesso con te e con Susanna a far
conversazione qui.
E qui la sua nella tua mano...

NINA
La sua nella mia mano? Ah! proprio così.

LINDORO
E un giorno...

NINA
a Susanna
Mia cara, egli sa tutto, tutto.

LINDORO
Un giorno tuo padre...

NINA
Aspetta... non me ne ricordo più.

LINDORO
Sì, tuo padre, che approvava l'amor di Lindoro...

NINA
Ah! sì, sì: me lo ricordo.

LINDORO
Ti diè licenza di ricamargli un gilè, e a
lui di regalarti un anello.

NINA
Eccolo: non m'ha mai abbandonata.

LINDORO
Susanna era con te.

NINA
Ah! sì... Susanna era là... Lindoro qui.
Fa venire vicino a lei anche suo padre
Venite anche voi: non mi fate più paura. Tu, lei,
voi, ah! Ora mi pare che nulla mi manchi.
Resta seduta vicino al padre, a Lindoro ed alla Susanna


N. 16 - Finale (Il)
Nina-Susanna-Lindoro-Conte-Giorgio-Coro

NINA
Mi sento... oh Dio!.., che calma! Parmi... che
in seno l'alma... con te... con voi.., con lei...
non sappia più tremar.

SUSANNA, LINDORO, CONTE, GIORGIO
ciascuno da se
(Pietà vi muova, o Dei, de! suo, de! mio penar.)

NINA
E poi, mio dolce amico?

LINDORO
E poi il tuo Lindoro tutti gli affetti suoi tenero
ti spiegò.

CORO
Ride. Tra loro sottovoce
(Si tranquillo.)

NINA
Oh come tutto sai!

LINDORO
Allor, mia Nina, osai...

NINA
Tu!... come?... osasti...

LINDORO
Ah, no. Il tuo Lindoro osò.

CORO
Tra loro sottovoce
(Si turba. Si calmò.)

LINDORO
Osò la prima volta di sposa il sacro nome darti,
seduta qui.

CONTE
Vi era tuo padre allora.

SUSANNA
Vi era Susanna ancora.

GIORGIO
E Giorgio anche udì.

LINDORO
Sposati disse, e poi...

NINA
sopraffatta dagli affetti diversi, e non potendo spiegare ciò che avviene dentro di sè, lascia cadere il suo capo sulla spalla di Susanna
Sposa... mia cara... oh Dio!

LINDORO
Poi la tua man Lindoro prese: la strinse al seno,
e in questo istesso loco v'impressi,
o mio tesoro, un bacio mio di foco,
anima mia, così.
Le bacia a mano

NINA
Tu!... cielo!.., ah qual momento!
Ciò che nel core io sento, spiegare a te vorrei,
ne so spiegarlo ancor.

SUSANNA, LINDORO, CONTE, GIORGIO
ciascuno da se
(Ah secondate, o Dei,
quei moti del suo cor.)

CORO
Tra loro
(Zitto, zitto: in lei già parla Amor.)

LINDORO
Più non reggo. Ah, Nina, vedi,
Si scopre, ed accenna la sottoveste donatagli da Nina
riconosci il tuo lavoro...

NINA
Ah Lindo...

LINDORO
Nina.

NINA
Lin... do... ro...

LINDORO
S; Lindoro... ecco a' tuoi piedi
S'inginocchia
pien d'amore e fedeltà.

NINA
Me felice!... Ah padre... oh Dio!
Son qui desta?... è sogno il mio?...
Per pietà non m'ingannate:
eh parlate per pietà.

CONTE
Son tuo padre...

LINDORO
Son Lindoro...

SUSANNA
Sono loro, sono loro.

GIORGIO
Anche Giorgio velo dice.

NINA
E sarà Nina felice?

CORO
Sì, sì: felice alfin sarà.

CONTE
Numi del del, deh
siate della promessa mia voi testimoni ognor.

LINDORO
Numi clementi, ah fate ch'io nel suo cor le stia,
com'ella è nel mio cor.

NINA
Deh voi a Nina date virtute,
ond'ella sia degna del loro amor.
Ah caro padre mio...

CONTE
Ah cara figlia amata.

NINA
Mio dolce amico, oh Dio!

LINDORO
Sei mia, Nina adorata...

SUSANNA
Mia cara padroncina...

GIORGIO
Su via, allegramente.

Le villane ed i villani si affollano
con atto di rallegramento intorno a Nina
.

CORO
Noi anche siamo qua.

NINA
Miei cari, addio... Tutti ravviso... ma...

CONTE
Ah lascia ogni timore.

LINDORO
Serena il tuo bel core.

CONTE
è tuo Lindoro: tuo padre a te lo dà.

CORO
E faccia ei colla sua la tua felicità.

LINDORO
Son già tuo, bell'idol mio,
e tuo sempre io viverò.

NINA
Sì, mio ben, già tua son io,
e sperar di più non so.

CONTE
Or che pago è il mio desio,
più rimorsi al cor non ho.

NINA E LINDORO
Caro padre...

CONTE
Figli amati...

NINA, LINDORO ED IL CONTE
Contro noi degli astri irati
il rigore alf in cessò.

SUSANNA E GIORGIO
Oh che dolce sospirate!
Oh che tenero momento!

CORO
Che allegrezza! che contento!

NINA, LINDORO ED IL CONTE
Sian tra noi in belle gare
pace, amore e tenerezza.

CORO
Che contento! cheallegrezza!

NINA, SUSANNA, LINDORO, IL CONTE E GIORGIO
Ed apprenda ogni amatore,
come Amore in pochi istanti
suoi premiare i lunghi pianti
di una cara fedeltà.

CORO
Si, sperate, afflitti amanti: si, sì,
sottovoce
figlio è Amor della pietà.