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Nabucco - Scala - Rai5

da Antonio » 11/02/2013, 14:19

Aspettando ....Nabucco

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- L’assegnazione dei ruoli cardine (Nabucco – Abigaille) a due tipologie vocali che saranno centrali in tutta l’opera verdiana: baritono e soprano drammatico/aspro (basti pensare al Macbeth, a Ballo in maschera, a Vespri ….) .Tipologie vocali inusuali, in un periodo di pieno belcantismo, con altre tipologie vocali dominanti.

- La rilevanza delle dinamiche teatrali (il sistema è si quello tradizionale delle scene chiuse, ma non c’è un vero e proprio distacco tra una scena e la successiva..esse si susseguono mantenendo l’identica localizzazione precedente…) e del Coro quale protagonista aggiunto: la rilevanza della componente coristica sarà una delle costanti future.. i brani di Nabucco vengono eseguiti anche da cori non lirici, così come ci sono le versioni della sinfonia iniziale e dal Va pensiero per banda musicale. Questa duttilità di esecuzione extra-teatrale ha contribuito alla fortuna – successo immediato dell’opera in questione.

- Insieme alla successiva Ernani, Nabucco contiene in nuce parte di ciò che le opere successive svilupperanno. In Nabucco hanno prevalenza le scene corali e non c’è molta introspezione dei singoli caratteri-personaggi….In Ernani il pur rilevante ruolo corale fa un passo indietro per lasciare più spazio ai vari protagonisti in scena. Ernani e Nabucco, come due facce della stessa medaglia o dello stesso gioco compositivo, rappresentano due punti di slancio per ciò che sarà..l’altro punto di questo triangolo immaginario sarà più avanti il Macbeth 1847. Tutto ciò ha preparato il terreno fertile per la trilogia popolare (1851-53).

Luoghi della felicità - Oren spiega Va pensiero


Descrivo il contenuto del video, magari vien voglia di cliccare - ascoltare così: Si tratta di una parte della puntata che "L'amore è un dardo" dedicò al tema "opera-luoghi della felicità". La prima parte è dedicata a "Traviata" con i richiami alla Provenza (duetto papà/figlio Germont) ed al ritorno a Parigi (duetto Violetta/Alfredo)...ma non ho messo online quella parte magari prossimamente farò. Ho messo online la parte-puntata dedicata al Va pensiero - Nabucco sia per la chiave di lettura che ne fornisce Baricco (paragonando la distanza tra esule e patria a quella tra ognuno di noi e lo stadio di felicità che almeno una volta abbiamo vissuto e memorizzato) sia per la efficace sequenza che mostra il direttore Oren alle prese con la partitura e con le prove con coro e orchestra. Già, il coro, antica memoria per me che ho frequentato per qualche anno cori polifonici non lirici. Quella prova per me mostra in modo eloquente quale fosse per Verdi il ruolo in scena di questo protagonista collettivo, presente in più opere, sin dall'inizio della produzione verdiana: il coro per Verdi non è una comparsa, un rafforzativo dei solisti: ha una sua anima, un suo sentire, è un amplificatore collettivo....come per il teatro antico: è concepito come un vero attore-testimone...Gli antecedenti di quest'uso corale sono il Rossini drammatico (basta ripensare al G. Tell o al Moisè ), come il Donizetti di Lucia e Bolena, come il Bellini di Norma e Puritani. Verdi si muove inizialmente quindi entro i confini della tradizione che lo aveva preceduto....da quella tradizione prenderà fiato e negli anni seguenti se ne allontanerà, definendo un proprio impianto melodrammatico, in cui la teatralità e l'introspezione delle singole figure in scena avranno posto importante. Non abbandonerà in nessuna sua fase creativa l'attenzione verso la componente "corale"...basti ripensare all'ultima cosa che ci ha regalato ...la fuga finale del Falstaff "Tutto nel mondo è burla" ...cos'è se non l'ennesima prova concertato in chiave modernissima dell'antica fuga bachiana? E il cerchio si chiude.
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