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Info su Boris Godunov - Met

12/03/2011, 11:49

http://archive.operainfo.org/broadcast/operaSynopsis.cgi?id=89&language=5

La versione proposta dal Met per Boris Godunov è quella del 1874

Prologo

1598. Boris Godunov si è rifugiato nel monastero di Novodievichy vicino a Mosca. La polizia di Streltsy accompagna la folla radunatasi per convincere Boris ad accettare il suo posto di Tsar di Russia. Shchelkalov annuncia loro che Boris si rifiuta di investire il trono e che si lamenta dello stato miserabile del suo paese. La folla crea una processione per invocare l’aiuto di Dio. La polizia chiede alla folla di presentarsi al Cremlino l’indomani per acclamare il nuovo Tsar.

Il giorno dopo, le campane suonano per annunciare l’incoronazione di Boris. Il nuovo Tsar, preso dalla paura e dalla malinconia, implora Dio di aiutarlo nel suo dovere. Poi invita la folla a mangiare in suo onore e questi gridano evviva.

Atto I

1603. Nel monastero di Chudiv, il monaco Pimen scrive l’ultimo capitolo della storia russa. Il novizio Grigory si sveglia a causa di un incubo e si lamenta di non essersi dedicato alla ricerca dell’ascesa sociale. Poi si rivolge a Pimen e gli chiede una spiegazione sulla morte di Dimitry, il giovane Tsarevich, erede al trono. Pimen racconta gli eventi dell’assassinio di Dimitry spiegando come gli assassini, prima di morire a loro volta, abbiano incolpato lo Tsar stesso di essere coinvolto. Poi Pimen gli spiega che se lo Tsarevich fosse vivo avrebbe la sua stessa età. Grigory accusa Boris di omicidio e decide di fuggire dal monastero.

Grigory ha deciso di esporre Boris della sua colpa e di proclamarsi Tsarevich di Russia. Per trovare supporto nella sua causa, Grigory decide di partire in Lituania. In un piccolo albergo vicino alla frontiera, il giovane incontra due monaci nomadi, Varlaam e Missail, e chiede loro di nasconderlo. L’oste lo avverte del fatto che la frontiera sia pesantemente pattugliata. Qualche secondo dopo, un poliziotto entra nell’albergo brandendo un mandato di arresto per Grigory. Il poliziotto è analfabeta e chiede a Grigory di leggergli il mandato. Questo obbedisce, trasformando la sua descrizione per quella di Varlaam. Quest’ultimo se ne accorge e protesta. Grigory fugge dall’albergo, seguito dalla Streltsy.

Atto II

Negli appartamenti di Boris, sua figlia piange la morte del suo fidanzato. Boris tenta di consolarla dolcemente, poi si rivolge a suo figlio e gli spiega con tenerezza come sarà lui a ereditare del trono di Russia. Infine Boris si ritira e riflette sul suo stato di tristezza inconsolabile. Tutto ciò che ha intrapreso per il suo popolo sembra non funzionare, e da quando lo Tsarevich è stato assassinato, il popolo non fa altro che biasimarlo per qualsiasi cosa. Shuisky, un consigliere di Boris, gli annuncia come un giovanotto che si spaccia per Dimitry stia rivendicando il trono di Russia sostenuto dalla Polonia e dal Papa in persona. Boris è sconvolto dall’idea che Dimitry possa essere vivo ma Shuisky lo assicura sul fatto che quest’ultimo sia realmente morto. Boris non sembra convinto e, preso dal panico, immagina il fantasma di Dimitry. Lacerato dalla colpa e dal rimpianto, Boris prega di essere perdonato.

Atto III

Grigory, che pretende di essere Dimitry, ha raggiunto il castello di Sandomir in Polonia dove ha l’intenzione di corteggiare la grande Marina Mnishek. Quest’ultima si lascia corteggiare con piacere, poiché lei stessa aspira al trono di Russia. Rangoni, un gesuita, ha altri programmi: Marina dovrà sedurre Grigory in nome della Chiesa e, attraverso la loro unione, convertire la Russia al cattolicesimo. Grigory aspetta Marina nei giardini del castello, rassicurato da Rangoni dell’amore di quest’ultima. Grigory le proclama il suo amore. Marina non si lascia sedurre finché non è convinta della sua determinazione a diventare Tsar.

Atto IV

Al di fuori della Cattedrale di S. Basile a Mosca, dei paesani affamati dibattono: lo Tsarevich Dimitry è in vita o meno? Le truppe di Grigory sono ai confini della città. Un gruppo di bambini tormenta il santo barbone e gli ruba il suo ultimo kopek. Boris si reca alla cattedrale per benedire la folla e il santo barbone gli chiede di uccidere i bambini come ha ucciso Dimitry. Shuisky ordina l’arresto del santo barbone, ma Boris rifiuta e chiede a quest’ultimo di pregare per lui. Questo si rifiuta di intercedere per un assassinio e poi lamenta il buio futuro del paese.

La Duma, il consiglio dello Zar, proclama la sentenza di morte del pretendente Tsarevich. Shuisky racconta le allucinazioni che Boris continua ad avere sullo Tsarevich assassinato. Boris irrompe, invocando il figlio ucciso. Quando si calma, Shuisky fa entrare il monaco Pimen che racconta come un uomo sia stato curato della sua cecità dopo aver pregato sulla tomba di Dimitry. Boris è devastato e scioglie il consiglio, invocando di nuovo il figlio. Nominandolo erede al trono, saluta la folla e si lascia morire.

In una foresta vicino a Kromy, una folla infuriata sequestra e umilia i consiglieri dello Tsar e alcuni poliziotti della Streltsy. Varlaam e Missail arrivano e accusano Boris di omicidio. La folla è decisa a demolire il vecchio regime. Quando appaiono due Gesuiti, anticipando le truppe polacche, la folla li accaparra e li tortura a loro volta. Il finto Dimitry/Grigory arriva con Marina e Rangoni al suo fianco, e incoraggia la folla a seguirlo nella sua marcia su Mosca. Il santo barbone, rimasto solo, lamenta il destino incerto e nero della Russia.


Prologo - Incoronazione

Finale dal 3o atto

Duetto Marina/Grigory

Scene dal 4o atto:


Farewell my son

Morte di Boris

oppure

Alcune foto di scena tratte sempre dal sito Met

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