ImmagineImmagine
Write comments

150 - Nabucco

15/03/2011, 15:24

In diretta su Rai3 & Rai Radio3 dal
TEATRO DELL'OPERA DI ROMA

Giovedì 17 Marzo 2011 - 20.30

NABUCODONOSOR

Dramma lirico in quattro atti di Temistocle Solera
musica di Giuseppe Verdi

Immagine

Nabucodonosor Leo Nucci
Ismaele Antonio Poli
Zaccaria Dmitry Beloselskiy
Abigaille Csilla Boross
Fenena Anna Malavasi
Il Gran Sacerdote di Belo Goran Jurić
Abdallo Saverio Fiore
Anna Erika Grimaldi

Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma
direttore Riccardo Muti
maestro del coro Roberto Gabbiani
regia e scene Jean-Paul Scarpitta
costumi Maurizio Millenotti
luci Urs Schönebaum

Biografia
Trama
Libretto
Partitura Coro Va Pensiero
Teatro dell'Opera - Roma

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

15/03/2011, 15:27

Trama breve



Nabucco

di Giuseppe Verdi (1813-1901)

libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi

Dramma lirico in quattro parti

Prima:
Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842

Personaggi:
Nabucodonosor (Bar),
Ismaele (T),
Zaccaria (B),
Abigaille (S),
Fenena (Ms),
gran sacerdote (B),
Abdallo (T),
Anna (S);
soldati babilonesi, soldati ebrei, Leviti, vergini ebree,
donne babilonesi, Magi, grandi del regno di Babilonia, popolo


Originariamente era Nabucodonosor , nella partitura autografa di Verdi e nella prima edizione a stampa, ma lo stesso Verdi usò sempre in seguito il titolo abbreviato, Nabucco , per la sua terza opera nonché primo dei numerosi trionfi che segnarono la sua lunga carriera. La storia della composizione di Nabucco mescola romanzescamente verità e fantasia nel libro Volere è potere (1869) di Michele Lessona e nel Racconto autobiografico , presumibilmente dettato da Verdi a Giulio Ricordi nel 1879. Entrambe le fonti ci raccontano, in modo più o meno fantasioso, come l’impresario della Scala, Bartolomeo Merelli, nel periodo successivo alla composizione di Oberto, conte di San Bonifacio , offrì a Verdi un contratto per tre opere da scrivere in otto mesi, tra cui un’opera buffa, Un giorno di regno , che cadde clamorosamente alla prima esecuzione; Merelli non diede peso a questo evento e confermò comunque la sua fiducia in Verdi, offrendogli di musicare un libretto - Nabucodonosor appunto - che era stato rifiutato dal giovane compositore prussiano Otto Nicolai. Per quanto non sia possibile stabilire con certezza quando Verdi mise mano a Nabucco , è stato ipotizzato (Parker) che l’inizio della composizione non sia avvenuto prima del maggio 1841. Prima fonte del libretto di Temistocle Solera è naturalmente la Bibbia, letta nella traduzione di Giovanni Deodati, come testimoniano le citazioni apposte a capo delle varie sezioni del libretto. I riferimenti alla Bibbia riguardano in particolare il regno di Giuda e la sua invasione da parte del re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C., quando fu saccheggiato il tempio di Gerusalemme, cui seguì la deportazione dei vinti in Babilonia, dove circa mezzo secolo dopo furono liberati; nel racconto biblico non figurano però né Ismaele - nipote di Sedecia re di Gerusalemme - né Abigaille, e neppure Fenena. Altre fonti più vicine al libretto di Solera sono il dramma francese Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu, rappresentato nel 1836 al Théâtre de l’Ambigu-Comique di Parigi, tradotto dopo circa due anni in italiano, e il ballo storico Nabuccodonosor di Antonio Cortesi, rappresentato alla Scala il 27 ottobre 1836. Frutto della fantasia di Solera è invece l’amore non corrisposto di Abigaille per Ismaele, che non trova riscontro in alcuna delle fonti citate.

Se la rielaborazione delle varie fonti operata da Solera non aveva convinto Otto Nicolai, che volentieri aveva lasciato libero il libretto di Nabucco scrivendo che una rabbia perpetua, spargimento di sangue, maledizioni, frustate e omicidi» non erano un soggetto adatto a lui, tale soggetto era stato evidentemente giudicato funzionale allo sviluppo drammaturgico della propria opera da Verdi che, certo del risultato che Nabucco avrebbe sortito, intraprese un braccio di ferro con Merelli al fine di vedere l’opera inserita nel cartellone della stagione di carnevale-quaresima 1842. Per l’impresario non era consigliabile infatti figurare in un cartellone che contemplava nomi di compositori più illustri, quali Donizetti, Pacini, Bellini, e proponeva che si rimandasse l’opera a primavera. Ma Verdi non ci sentiva: secondo quanto narra il Racconto autobiografico , egli insistette caparbiamente per carnevale, anche perché il cast di quella stagione comprendeva il soprano Giuseppina Strepponi e il baritono Giorgio Ronconi. Nonostante le pessime condizioni vocali della Strepponi nel ruolo di Abigaille (condizioni talmente critiche da costituire probabilmente la causa del taglio, a partire dalla terza recita, dell’agonia di Abigaille che chiude l’opera) e le scene e i costumi, raffazzonati alla meglio, l’opera andò in scena il 9 marzo 1842 con un successo tale da venire ripresa settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dell’anno.

Atto primo - ‘Gerusalemme’

. All’interno del tempio di Salomone, Ebrei e Leviti invitano le vergini ebree a pregare per la salvezza di Israele, poiché il re d’Assiria, Nabucco, ha attaccato gli Ebrei (coro "Gli arredi festivi"). Entra il pontefice Zaccaria, dicendo che Dio ha tratto in suo potere Fenena, figlia di Nabucco: lei forse potrà far ritornare la pace; invita perciò gli Ebrei a confidare nel loro Dio (cavatina "D’Egitto là sui lidi"). Improvvisamente si sentono grida: arriva Ismaele, nipote di Sedecia re di Gerusalemme, annunciando che Nabucco si sta avvicinando furibondo. Zaccaria affida Fenena a Ismaele, predicendo rovina al Dio di Belo (cabaletta "Come notte a sol fulgente"). Intanto Ismaele, innamorato di Fenena e trovatosi solo con lei, ricorda quando, nelle vesti di ambasciatore di Giuda, andò in Babilonia e, imprigionato, fu salvato da Fenena: sia dalla prigione, sia dall’amore furente della di lei sorella, Abigaille. Fenena gli rammenta la sua attuale condizione di schiava, e Ismaele le giura che le renderà la libertà; ma, mentre sta per aprire una porta segreta da cui fuggire, entra Abigaille, schiava creduta figlia primogenita di Nabucco, seguita da alcuni guerrieri babilonesi travestiti da Ebrei. Sorpresi i due amanti, ella accusa Ismaele di tradire la patria per una donna babilonese e grida vendetta, confessando di averlo amato e di avergli offerto anche il regno di Babilonia; sentendosi schernita, ha mutato ora il suo amore in odio, ma si dichiara pronta a salvarlo se Ismaele cambierà partito (terzettino "Io t’amava!..."). Gli Ebrei sono in preghiera nel tempio, quando giunge la notizia che Nabucco a cavallo si sta avvicinando. S’avanza anche Abigaille, inneggiando a Nabucco: è lei che ha aperto il passo ai guerrieri babilonesi, che ora fanno irruzione nel tempio. Segue anche Nabucco, che viene affrontato da Zaccaria; questi minaccia di uccidere Fenena, che tiene in pugno, se Nabucco osasse profanare il tempio. Mentre Zaccaria sta per vibrare il colpo su Fenena, Ismaele ferma il pugnale; la fanciulla corre fra le braccia di Nabucco, che annuncia tremenda vendetta.

Atto secondo ‘L’empio’
. Abigaille ha in mano uno scritto che ha sottratto a Nabucco, nel quale si attesta la sua nascita servile; per questo motivo Nabucco ha destinato il trono alla figlia minore, Fenena, mentre Abigaille è tenuta in schiavitù. Questa sua condizione la rende furente contro tutti, al punto da minacciare di morte Fenena, il finto padre Nabucco e il regno (aria "Anch’io dischiuso un giorno"). Il gran sacerdote di Belo avverte Abigaille che Fenena sta liberando gli Ebrei, per cui il popolo assiro acclama regina Abigaille (cabaletta "Salgo già del trono aurato"). Nella reggia Ismaele incontra i Leviti che gli intimano di fuggire, maledicendolo perché ha tradito il suo popolo (coro "Il maledetto non ha fratelli"). Sopraggiunge Anna, che dice di aver pietà di Ismaele: ha salvato un’ebrea, Fenena, che si è infatti convertita al dio di Israele. Entra Abdallo, dicendo che è stata annunciata la morte di Nabucco e che Abigaille è invocata regina. Abigaille intima a Fenena di renderle la corona; ma entra Nabucco e, strappata la corona dalle mani di Abigaille, la sfida a prenderla dal suo capo ("S’appressan gl’istanti"). Nabucco ripudia il dio di Babilonia, che ha reso i babilonesi traditori e quello degli Ebrei, che li ha posti in suo potere e, in un impeto d’orgoglio, dichiara se stesso dio. A questa affermazione scoppia un fulmine; Nabucco sembra avere sul volto le tracce della follia: sconvolto, cade, invocando l’aiuto di Fenena ("Chi mi toglie il regio scettro"), mentre Abigaille raccoglie la corona.

Atto terzo . ‘La profezia’.
La scena si apre negli orti pensili di Babilonia. Abigaille è sul trono; il sacerdote di Belo invoca la morte per tutti gli Ebrei e per Fenena per prima, in quanto traditrice di Belo. Entra Nabucco, con vesti lacere e barba incolta; Abigaille ordina di rinchiuderlo nelle sue stanze, poiché ha perso il senno, ma Nabucco rivendica il suo trono e affronta Abigaille chiedendole come osa sedervi. La donna dice di averlo occupato per il bene di Belo quando lui era demente e invoca lo sterminio degli Ebrei. Nabucco è perplesso, Abigaille lo accusa di essere un vile; egli firma allora l’ordine, ma quando si rende conto che in questo modo ha condannato anche Fenena vorrebbe tornare sui suoi passi. Abigaille non lo permette, e dice che avrà lei come figlia; furibondo, Nabucco la appella schiava e cerca il foglio che attesta la sua nascita servile, ma è Abigaille a trarlo dal seno e a farlo in pezzi (duetto "Donna, chi sei?"). Abigaille fa condurre in prigione Nabucco, il quale chiede di rendergli almeno Fenena. Intanto, sulle sponde dell’Eufrate, gli Ebrei incatenati e costretti al lavoro pensano con nostalgia alla loro patria (coro "Va pensiero sull’ale dorate"); arriva Zaccaria, che profetizza la futura liberazione del suo popolo ("Del futuro nel buio discerno").

Atto quarto . ‘L’idolo infranto’.
Negli appartamenti della reggia Nabucco è assopito; si sveglia ansante al suono di guerra, e crede che Belo stia cadendo in mano agli Ebrei: si affaccia alla finestra e vede Fenena tratta a morte in catene. Cerca di uscire, ma si rende conto di essere rinchiuso; disperato, si tocca la fronte e domanda perdono al Dio degli Ebrei (aria "Dio di Giuda!"). Fa per aprire con violenza la porta, sentendosi ormai guarito e rinvigorito, prende la spada di Abdallo e corre a salvare Fenena (cabaletta "O prodi miei seguitemi"). Intanto negli orti pensili il sacerdote di Belo attende Fenena, che si prepara al martirio ("Oh dischiuso è il firmamento"). Irrompe Nabucco, con Abdallo e i guerrieri; cade l’idolo, e Nabucco narra di come il Dio di Giuda lo rese demente quand’era tiranno, facendo anche impazzire Abigaille che nel frattempo ha bevuto il veleno. Tutti si inginocchiano e rendono grazie a Dio ("Immenso Jeovha"). Entra Abigaille, in fin di vita, sorretta da due guerrieri: chiede perdono a Fenena, benedicendo il suo amore con Ismaele; muore implorando la pietà di Dio (aria "Su me... morente... esanime"), mentre Zaccaria saluta Nabucco re dei re.

La fortuna di Nabucco è strettamente legata al successo di una delle pagine più celebri, il coro "Va pensiero" che, erroneamente, certa critica sostiene essere stato bissato alla prima esecuzione, laddove fu invece il coro "Immenso Jeovha" a essere replicato. In realtà "Va pensiero" costituisce il fulcro ideale di un’opera che, se contempla naturalmente passioni individuali (l’amore tra Fenena e Ismaele, il conflitto tra Abigaille e Nabucco, l’amore paterno di Nabucco per Fenena), è fortemente connotata come dramma corale che si articola attraverso una serie di ampi pannelli. Non è dunque un caso che già dalla sinfonia, in cui, come di consueto, si concentra l’essenza drammatica dell’intera partitura, il tema presentato come principale sia quello della fermezza degli Ebrei di fronte alla persecuzione, seguito dal tema della maledizione di Ismaele. Per questo suo carattere una delle opere che più spesso si richiamano a modello ideale di Nabucco è il Moïse et Pharaon di Rossini, opera eminentemente corale. A questa impostazione del dramma come scontro di popoli corrisponde una concezione della partitura estremamente massiccia, connotata da una forte presenza degli ottoni, trattati spesso con una scrittura corale, e dalla banda. Rimane naturalmente lo spazio anche per il dramma intimo, come quello di Abigaille alla fine dell’opera: uno dei momenti più toccanti della partitura, dove il canto franto della schiava morente è orchestrato con mano leggerissima (corno inglese, arpa, violoncello e contrabbasso soli); o il momento altissimo della follia di Nabucco, alla fine della seconda parte, dove l’ampia gamma emotiva del protagonista (follia, terrore, pianto, svenimento) è condensata con una straordinaria ed efficacissima economia di mezzi. La grandezza della partitura di Nabucco sta proprio in questa nuova capacità verdiana di far prevalere sempre e comunque il dramma, e funzionale a questo esito è la messa a fuoco di un procedimento che sarà fondamentale nello sviluppo della produzione successiva, vale a dire l’individuazione di un conflitto tra personalità incarnate in tipi vocali (baritono/basso, conflitto che diverrà tipico in Verdi, e che si attua qui tra Nabucco e Zaccaria; o baritono/soprano: Nabucco/Abigaille). Vi è poi in Nabucco l’immissione di quella larga vena di melodismo popolare che pervaderà tutti i cori ‘patriottici’ fino alla Battaglia di Legnano .

Durante l’Ottocento Nabucco conobbe moltissime riprese. In occasione di una di queste (Venezia, La Fenice, 26 dicembre 1842) Verdi scrisse una ‘romanza’ in sostituzione della ‘preghiera’ di Fenena "Oh dischiuso è il firmamento", per assecondare le richieste dell’interprete, il soprano Almerinda Granchi, che considerava la sua parte sacrificata rispetto a quella di Abigaille. Un’altra modifica da registrare - non suggellata dal placet di Verdi, ma interessante dal punto di vista storico, soprattutto per i sostenitori del carattere risorgimentale di Nabucco - è la modifica apportata a un verso significativo della cabaletta di Zaccaria "Come notte a sol fulgente": fino al 1848 Zaccaria cantava impunemente "Che sia morte allo stranier"; fu solo a partire dalle riprese successive, quando la censura divenne più rigida e la repressione più serrata, che questa frase fu occasionalmente sostituita.

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

15/03/2011, 15:36

Va Pensiero-Nabucco da "L'amore è un dardo" di A. Baricco



Nabucco
con Nucci
direttore Oren
Opera - Roma





Opera in..1o minuti

Da Youtube : Nabucco - Arena 2000

Nabucco: Leo Nucci
Ismaele: Fabio Sartori
Zaccaria: Carlo Colombara
Abigaille: Maria Guleghina
Fenena: Nino Surguladze
High Priest of Belo: Carlo Striuli

Nabucco


Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

15/03/2011, 16:14

L'inizio del Terzo Atto



Duetto Nabucco-Abigaille
Donna chi sei


Parte terza

La profezia


Le fiere dei deserti avranno in Babilonia
la loro stanza insieme coi gufi,
e l'upupe vi dimoreranno.
Geremia, LI

Quadro I: orti pensili

(9. Introduzione)

Scena I

Abigaille è sul trono. I Magi, i Grandi sono assisi ai di lei piedi;
vicino all'ara ove sorge la statua d'oro di Belo sta coi seguaci il GranSacerdote.Donne babilonesi, Popolo e Soldati.

Donne babilonesi, Popolo e Soldati
È l'Assiria una regina,
pari a Bel potente in terra;
porta ovunque la ruina
se stranier la chiama in guerra:
or di pace fra i contenti,
degno premio del valor,
scorrerà suoi dì ridenti
nella gioia e nell'amor.

(10. Scena e Duetto)


Gran Sacerdote
Eccelsa donna, che d'Assiria il fato
reggi, le preci ascolta
de' fidi tuoi! Di Giuda gli empi figli
perano tutti, e pria colei che suora
a te nomar non oso...
Essa Belo tradì...
(Presenta la sentenza ad Abigaille.)

Abigaille
(con finzione)
Che mi chiedete!...

Scena II

Nabucco con ispida barba e lacere vesti presentasi sulla scena.
- Le Guardie, alla cui testa è il vecchio Abdallo,
cedono rispettosamente il passo.

Abigaille
Ma chi s'avanza?... Qual audace infrange
l'alto divieto mio?... Nelle sue stanze
si tragga il veglio!...

Nabucco
(sempre fuori di sé)
Chi parlare ardisce
ov'è Nabucco?

Abdallo
(con divozione)
Deh! Signore, mi segui!

Nabucco
Ove condur mi vuoi? Lasciami!... Questa
è del consiglio l'aula... Sta'!... Non vedi?
M'attendon essi... Il fianco
perché mi reggi? Debole sono, è vero,
ma guai se alcuno il sa!... Vo' che mi creda
sempre forte ciascun... Lascia...Ben io
troverò mio seggio...
(S'avvicina al trono e fa per salirvi.)
Chi è costei?
Oh qual baldanza!

Abigaille
(scendendo dal trono)
Uscite, o fidi miei!
(Si ritirano tutti, meno Nabucco ed Abigaille.)

Scena III
Nabucco ed Abigaille.


Nabucco
Donna, chi sei?...

Abigaille
Custode
del seggio tuo qui venni!...

Nabucco
Tu?...del mio seggio? Oh frode!
Da me ne avesti cenni?...
Oh frode!

Abigaille
Egro giacevi... Il popolo
grida all'Ebreo rubello;
porre il regal suggello
al voto suo dêi tu!
(Gli mostra la sentenza.)
Morte qui sta pei tristi...

Nabucco
Che parli tu?...

Abigaille
Soscrivi?

Nabucco
Un rio pensier!...

Abigaille
Resisti?...
Sorgete, Ebrei giulivi!
levate inni di gloria
al vostro Iddio!...

Nabucco
Che sento?

Abigaille
Preso da vil sgomento,
Nabucco non è più!

Nabucco
Menzogna! A morte, a morte
tutto Israel sia tratto!
Porgi!
(Pone il suggello
e rende la carta ad Abigaille.)

Abigaille
(con gioia)
Oh mia lieta sorte!
L'ultimo grado è fatto!

Nabucco
Oh!... ma Fenena!

Abigaille
Perfida!
si diede al falso Dio.
(per partire)
Oh pèra!
(Dà la carta a due Guardie
che tosto partono.)

Nabucco
(fermandola)
È sangue mio!

Abigaille
Niun può salvarla!

Nabucco
(coprendosi il viso)
Orror!

Abigaille
Un'altra figlia...

Nabucco
Pròstrati,
o schiava, al tuo signor!

Abigaille
Stolto!... qui volli attenderti!...
Io schiava? Io schiava?

Nabucco
(cerca nel seno il foglio
che attesta la nascita servile d'Abigaille)
Apprendi il ver.

Abigaille
(traendo dal seno il foglio
e facendolo a pezzi)
Tale ti rendo, o misero,
il foglio menzogner!

Nabucco
(Oh di qual onta aggravasi
questo mio crin canuto!
Invan la destra gelida
corre all'acciar temuto!
Ahi miserando veglio!
l'ombra tu sei del re.)

Abigaille
(Oh dell'ambita gloria
giorno tu sei venuto!)

Nabucco
(Ahi misero!)

Abigaille
(Assai più vale il soglio
che un genitor perduto!
alfine cadranno i popoli
di vile schiava al piè.)

Nabucco
(Ahi miserando ecc.)

Abigaille
(... cadranno al piè ecc.)
(Odesi dentro un suono di trombe.)

Nabucco
Oh qual suono!

Abigaille
Di morte è suono
per gliEbrei che tu dannasti!

Nabucco
Guardie, olà!... tradito io sono!
Guardie!
(Si presentano alcune Guardie.)

Abigaille
O stolto!...e ancor contrasti?
Queste guardie io le serbava
per te solo, o prigionier!

Nabucco
Prigionier?...

Abigaille
Sì!... d'una schiava
che disprezza il tuo poter!

Nabucco
Deh perdona, deh perdona
ad un padre che delira!
Deh la figlia mi ridona,
non orbarne il genitor!
Te regina, te signora
chiami pur la gente assira;
questo veglio non implora
che la vita del suo cor.

Abigaille
Esci! invan mi chiedi pace,
me non move il tardo pianto;
tal non eri, o veglio audace,
nel serbarmi al disonor.

Nabucco
Ah perdona!...
Deh perdona ecc.

Abigaille
Invano!
Me non move ecc.
Esci! Invano!
Oh vedran se a questa schiava
mal s'addice il regio manto!
Oh vedran s'io deturpava
dell'Assiria lo splendor!

Nabucco
Deh perdona ecc.

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

17/03/2011, 14:41

Mi sembra utile riportare anche l'indicazione della sequenza di scene/protagonisti, in modo che sia piu' semplice "seguire":


Nabucco

Personaggi e Vocalità

Nabucodonosor, re di Babilonia . . . Baritono
Fenena, figlia di Nabucodonosor . . . Soprano
Abdallo, vecchio ufficiale del re di Babilonia . . . Tenore

Abigaille, schiava, creduta figlia primogenita di Nabucodonosor . . . Soprano
Il Gran Sacerdote di Belo . . . Basso

Ismaele, re di Gerusalemme . . . Tenore
Zaccaria, gran pontefice degli Ebrei . . . Basso
Anna, sorella di Zaccaria . . . Soprano

CORI: Soldati Babilonesi, Soldati Ebrei, Leviti, Vergine Ebrei, Donne Babilonesi,
Magi, Grandi del regno di Babilonia, Popolo ecc.



Prima Parte

Sinfonia
Gli arredi festivi - Coro (Ebrei, Leviti, Vergini)
Sperate o figli - Zaccaria/Coro
Furibondo il re dell'Assiria - Ismaele/ Coro
Come notte al sol fuggente Zaccaria/ Coro
Fenena o mia diletta Ismaele/Fenena
Prode guerrier Abigaille/Ismaele/Fenena
Io t'amava Abigaille/Ismaele/Fenena
Lo vedeste Coro (Ebrei)
Viva Nabucco Abigaille/Ismaele/Nabucco/Coro
Tremin gli insani Abigaille/Ismaele/Nabucco/Zaccaria/Fenena
Mio furore non più costretto Nabucco/Abigaille
Sciagurato ardente affetto Anna/Fenena/Ismaele


Seconda Parte

Ben io t'invenni Abigaille
Chi s'avanza Abigaille/Gran Sacerdote Belo
Vieni Levita e Tu sul labbro Zaccaria
Che si vuol Coro Leviti/Ismaele
Deh fratelli perdonate Anna/Fenena/Zaccaria/Ismaele/Coro
S'appressan gli istanti Coro
S'oda or me Nabucco
Cielo che intesi Nabucco/Zaccaria/Gran Sacerdote/Fenena/Coro

Terza Parte

E' l'Assiria una regina Coro
Eccelsa donna Gran Sacerdote di Belo
Donna chi sei Nabucco/Abigaille
Di qual onta
Deh perdona Nabucco
Va pensiero Coro Ebrei
Oh chi piange Zaccaria / Coro

Quarta Parte
Son pur queste mie membra Nabucco/Coro
Dio di Giuda Nabucco
Signore, ove corri Nabucco/Abdallo/Guerrieri babilonesi
Cadranno i perfidi Abdallo/Guerrieri babilonesi
Va la palma del martirio Zaccaria
Oh dischiuso è il firmamento Fenena
Viva Nabucco Nabucco/Coro
Immenso Jeovha Coro
Oh che vegg'io Nabucco/Abigaille/Zaccaria/Coro

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

17/03/2011, 14:42

Quarta Parte ---

Dio di Giuda


Dalla propria prigione Nabucco vede tra gli Ebrei condotti a morte anche Fenena. Disperato si rivolge, convertendosi al Dio degli Ebrei.





Nabucco
Ah, prigioniero io sono!
Dio degli Ebrei, perdono!

Dio di Giuda!...l'ara, il tempio
a Te sacro/i, sorgeranno...
Deh mi togli a tanto affanno
e i miei riti struggerò.
Tu m'ascolti!... Già dell'empio
rischiarata è l'egra mente!
Dio verace, onnipossente,
adorarti ognor saprò.
Porta fatal, oh t'aprirai!...


La bellezza del colore di Bastianini, l'interpretazione di Cappuccilli, la precisione e pienezza di Gobbi, la presenza scenica e i piano-lunghi di Bruson.

Scegliete voi

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

17/03/2011, 14:44



Finale d'opera
Viva Nabucco



Tutti
Divin prodigio!

Nabucco
Ah torna Israello,
torna alle gioie del patrio suol!
Sorga al tuo Nume tempio novello...
Ei solo è grande, è forte Ei sol!
L'empio tiranno Ei fe' demente,
del re pentito diè pace al sen...
d'Abigaille turbò la mente,
sì che l'iniqua bebbe il veleno!
Ei solo è grande, è forte Ei sol!...
Figlia, adoriamlo prostrati al suol.

Tutti
(inginocchiati)
Immenso Jehovah,
chi non ti sente?
chi non è polvere
innanzi a te?
Tu spandi un'iride?...
Tutto è ridente.
Tu vibri il fulmine?...
L'uom più non è.
(Si alzano.)

Scena ultima
Entra Abigaille sorretta da due Guerrieri.

Nabucco
Oh! chi vegg'io?

Tutti
La misera
a che si tragge or qui?

Abigaille
(a Fenena)
Su me... morente... esanime...
discenda... il tuo perdono!
Fenena! io fui colpevole...
Punita... or ben ne sono!
(ad Ismaele)
Vieni!...
(a Nabucco)
costor s'amavano...
fidan lor speme in te!...
Or... chi mi toglie al ferreo
pondo del mio delitto!
(agli Ebrei)
Ah! tu dicesti, o popolo:
"Solleva Iddio...".

Abigaille ed Ebrei
"... solleva Iddio l'afflitto".

Abigaille
Te chiamo... te Dio... te venero...
non maledire a me...

Ebrei
"Solleva Iddio..."

Abigaille
...non maledire a me...
(Cade e muore.)

Tutti
Cadde!

Zaccaria
Servendo a Jehovah,
sarai de' regi il re!...

.......

L'equilibrio tra i V O L U M I ....


TITO GOBBI (Nabucco) and ELENA SOULIOTIS (Abigaille)
Scena Finale (Viva Nabucco!)

Ismaele: Bruno Prevedi
Zaccaria: Carlo Cava
Fenena: Dora Carral

Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor
Wiener Opernorchester
Dir. Lamberto Gardelli

Recorded in Sofiensaal, Vienna, October 1965

(la DEVO trovare online quest'edizione completa ....magia, e basta)

Re: Diretta tv - Nabucco - Rai3 - 17 Marzo ore 20.20

17/03/2011, 14:44

Seconda parte -

Abigaille - Salgo già sul trono....





Gran Sacerdote
... questa turba maledetta
chi frenare omai potrà?
Il potere a te s'aspetta...

Abigaille
(vivamente)
Come?

Gran Sacerdote
Il tutto è pronto già.

Gran Sacerdote, Magi e Grandi del Regno
Noi già sparso abbiamo fama
come il re cadesse in guerra...
te regina il popol chiama
a salvar l'assiria terra.
Solo un passo...è tua la sorte!
Abbi cor!...

Abigaille
(al Gran Sacerdote)
Son tuo!va'!...
Oh fedel, di te men forte
questa donna non sarà!...
Salgo già del trono aurato
lo sgabello insanguinato;
ben saprà la mia vendetta
da quel seggio fulminar.
Che lo scettro a me s'aspetta
tutti i popoli vedranno,
ah! regie figlie qui verranno
l'umil schiava a supplicar.
Gran Sacerdote, Magi e Grandi del Regno
E di Belo la vendetta
con la tua saprà tuonar.


le altre "Abigaille" su Youtube....non reggono confronti con le due greche, specie nei toni gravi pieni che avevano entrambe ....e senza quei toni gravi pieni, Abigaille la perfida-complottatrice.....non si può cantà...non bastano i ghirigori sovracuto, ci vole la panza (non nel senso di ciccia, nel senso di alcuna paura di accentare i toni gravi.....insomma gli usignoli non son adatti, ecco così forse è piu' claro..), ecco l'ho detto :28

150 - Nabucco

20/03/2011, 20:00



Write comments

Stile Desktop / Stile Mobile